Ma perché non hanno adottato un bambino italiano?

Ma perché non hanno adottato un bambino italiano?

E perché sono dovuti partire adesso?

Non potevano aspettare la fine della pandemia?

Se ne potevano stare a casa.

Noi genitori adottivi, negli anni, abbiamo sentito davvero tante frasi che ci hanno lasciato a bocca aperta, ci hanno ferito o a volte anche fatto sorridere amaramente tanto erano fuori luogo.

Qualcuno le ha anche usate per scriverci dei libri.
Ma quello che sta succedendo in questi giorni va forse oltre ogni immaginazione.

I commenti in calce agli articoli che parlano della coppiarimasta bloccata in India a causa del Covid (lei positiva in condizioni fisiche che peggiorano giorno dopo giorno, lui isolato in albergo con la piccola figlia conosciuta e finalmente abbracciata da pochi giorni) lasciano trapelare l’assoluta ignoranza, nel senso letterale della parola, rispetto al tema dell’adozione.

Vengono additati come incoscienti per essere partiti e come egoisti per voler tornare a casa in queste condizioni.

Purtroppo l’utilizzo dei social network sta modificando profondamente il nostro modo di vivere e oggi sono sempre di più le persone che credono di poter esprimere un’opinione, quando va bene, o un giudizio, quando va male, su argomenti di cui sanno poco o nulla, alimentando false notizie e credenze senza alcun fondo di verità.

La nostra associazione non può rimanere indifferente di fronte a certi avvenimenti, la nascita di una nuova famiglia è un momento tanto bello quanto delicato e certi commenti sono un duro colpo per ognuno di noi che ricorda ogni attimo, giorno e anno dell’attesa, i primi momenti in famiglia, le prime gioie e i primi dolori.

I dati relativi agli ultimi anni parlano chiaro.

Sono sempre di meno le coppie che decidono di intraprendere il percorso dell’adozione, il numero di
adozioni che vengono concluse e i minori di origine straniera in ingresso in Italia.

E’ arrivato il momento di alzare la voce, di urlare se dovesse essere necessario!

Bisogna promuovere una cultura dell’adozione e dell’accoglienza: partire da zero, spiegare cos’è e cosa non è l’adozione, farlo utilizzando ed insegnando un linguaggio corretto.

Tutti insieme, passo dopo passo, per il bene dei nostri figli e di quelli che presto lo saranno, che non sono di certo pacchi postali!

Simona Venturi

Ci vuole un villaggio odv